06/06/2017

Un giovane portiere – Intervista a Giacomo Giustozzi

Un giovane portiere – Intervista a Giacomo Giustozzi

Giacomo Giustozzi ha 17 anni, vive a Tolentino e gioca a calcio nell’U.S. Tolentino. Oggi ci parlerà del valore che ha questo sport nella sua vita.

Come ti sei appassionato a questo sport e a quanti anni hai iniziato a giocare?

Mi sono appassionato a questo sport nel 2006, guardando i mondiali di calcio dove l’Italia ha trionfato e, dalla stagione successiva, ho deciso di iscrivermi a scuola calcio, quando avevo 6 anni.

Com’è stata la tua prima esperienza sul campo?

La prima volta che ho calpestato l’erba di un campo da calcio ho percepito che questo sport era quello giusto per me.

A quale campione ti ispiri? Chi rappresenta per te il tuo punto di riferimento umano e sportivo?

Fin da quando ero bambino mi sono sempre ispirato a Gianluigi Buffon, e, grazie a lui, ho deciso di fare il portiere. Lui per me è anche un punto di riferimento come persona, perché si dimostra sempre leale e responsabile sia fuori che dentro al campo, ed anche per questo è capitano della Juventus e della Nazionale Italiana.

Quale scuola frequenti?

Frequento il quarto anno del Liceo Scientifico Sportivo a Camerino.

Gli allenamenti e partite quanto tempo ti occupano durante il giorno e nell’arco dell’anno? Come riesci a gestire il tuo tempo tra scuola e sport?

Faccio tre allenamenti alla settimana da circa due ore ognuno, più le partite nel weekend. Diciamo che il mio rendimento scolastico è parzialmente condizionato dagli impegni pomeridiani, però, nonostante ciò, riesco ad ottenere buoni risultati.

Il momento più difficile che hai dovuto passare? E il più grande momento di gloria?

Il momento più difficile per me è avvenuto quest’anno, dove, nonostante avessimo dominato il campionato regionale abbiamo concluso al secondo posto. Il mio momento di gloria risale senz’altro a tre anni fa quando abbiamo vinto il Trofeo Marche.

Qual è il sogno nel cassetto che vorresti realizzare?

Il mio sogno nel cassetto è quello di giocare a un buon livello magari per tanti anni ed esordire in prima squadra.

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